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Basilica di San Paolo fuori le mura e la Necropoli Ostiense

Basilica di San Paolo fuori le mura e la Necropoli Ostiense

Tra le basiliche più importanti di Roma, Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura colpisce non solo per le dimensioni monumentali, ma anche per il legame strettissimo con la storia della città antica. Qui, infatti, venne sepolto l’apostolo Paolo di Tarso. E proprio attorno alla sua tomba nacque prima un luogo di culto e poi una delle più grandi basiliche di Roma. La basilica sorge infatti sul luogo della sepoltura di San Paolo, oggi custodita sotto l’altare papale.
Accanto alla chiesa si trova inoltre un luogo spesso meno conosciuto dai visitatori: la Necropoli Ostiense, un antico sepolcreto romano che racconta il passaggio dalla Roma pagana a quella cristiana.

La storia della Basilica di San Paolo fuori le mura

La basilica si trova lungo l’antica via Ostiense, fuori dalle mura aureliane,  in un’area che nell’antica Roma era occupata da una vasta necropoli.
Come avveniva per tutte le sepolture romane, anche qui le tombe si disponevano fuori dalla città, lungo le principali vie consolari. In questa necropoli, nel I secolo d.C., venne deposto Paolo di Tarso. Attorno alla sua sepoltura nacque una prima area di culto cristiano che, nei secoli successivi, avrebbe dato origine alla basilica paleocristiana. In origine, i primi cristiani realizzarono una piccola cappella sepolcrale sopra la tomba dell’apostolo. Successivamente, l’imperatore Costantino fece costruire una prima basilica, consacrata secondo la tradizione da Papa Silvestro I nel 324.
Nel 385 l’edificio venne ampliato e trasformato in una basilica monumentale, diventando una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità. La forma attuale della chiesa è però ottocentesca: nel 1823 un devastante incendio distrusse gran parte della basilica medievale e l’edificio venne ricostruito tra il 1825 e il 1854. Ancora oggi, la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura è la seconda basilica più grande di Roma dopo l Basilica di San Pietro.
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Cosa vedere nella basilica

La facciata è preceduta da un grande quadriportico ottocentesco al centro del quale si trova la statua di
Altare basilicaSan Paolo. Già dall’esterno, la basilica colpisce per le dimensioni monumentali e per i mosaici che decorano la parte superiore della facciata. L’interno è suddiviso in cinque navate delimitate da ottanta colonne monolitiche in granito. La navata centrale conserva i celebri medaglioni con i ritratti dei papi e numerosi affreschi dedicati alla vita di San Paolo.
Uno dei punti più importanti della visita è l’altare papale: sotto di esso si trova infatti la confessione con la tomba dell’apostolo Paolo. Sopra l’altare si erge il celebre ciborio gotico realizzato da Arnolfo di Cambio nel XIII secolo. Da non perdere anche:

  • il grande mosaico absidale medievale;
  • il candelabro pasquale dei Vassalletto;
  • il chiostro cosmatesco;
  • il giardino monastico dei benedettini;
  • Il chiostro e il giardino monastico;

Il chiostro della basilica, opera di Jacopo e Pietro Vassalletto, è considerato uno dei più belli della Roma medievale. Le colonne decorate con mosaici e marmi colorati creano un insieme estremamente elegante e raffinato. Nel complesso abbaziale si trova anche il giardino monastico creato dai monaci benedettini che custodiscono da secoli la tomba di San Paolo. Qui vengono coltivate erbe officinali e piante citate nella Bibbia, secondo la tradizione monastica medievale.
Nel 2007 alcuni scavi effettuati nell’orto hanno inoltre riportato alla luce antiche strutture, tra cui la base di un piccolo campanile — considerato il più antico esempio conservato a Roma — e resti di edifici destinati all’assistenza dei poveri.

La Necropoli ostiense: il sepolcreto romano da cui nacque la basilica

Necropoli Ostiense non è soltanto un sito archeologico vicino alla basilica:
è il luogo stesso da cui ebbe origine il complesso di San Paolo fuori le mura.  Nell’area compresa tra la Rupe di San Paolo e l’ansa del Tevere si sviluppava infatti una grande necropoli romana le cui tombe si disponevano lungo la via Ostiense e le strade secondarie circostanti. La necropoli venne utilizzata per secoli, dal I secolo a.C. fino al IV secolo d.C., e documenta molto bene l’evoluzione dei rituali funerari romani. Qui si osserva infatti il graduale passaggio dal rito dell’incinerazione a quello dell’inumazione, avvenuto tra il II e il III secolo d.C.

Necropoli ostiense: le sepolture

La Necropoli Ostiense conserva ancora oggi numerose testimonianze dell’antica Roma funeraria. L’area archeologica permette infatti di osservare diversi tipi di tombe e di capire come cambiarono i rituali sepolcrali romani nel corso dei secoli. L’area conserva tombe di diverso tipo:

  • colombari con nicchie per le urne cinerarie
  • tombe a inumazione;
  • sepolcri in laterizio e travertino;
  • iscrizioni funerarie;
  • strutture appartenenti a diverse epoche;

Molti reperti rinvenuti durante gli scavi — tra cui urne decorate, iscrizioni e piccoli gioielli funerari — sono oggi conservati nei Musei Capitolini e nell’Antiquarium Comunale.

Una visita tra Roma antica e cristianesimo

Visitare insieme Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura e Necropoli Ostiense permette di vedere in pochi metri uno straordinario intreccio di storia romana e storia cristiana. Da una parte ci sono le tombe della necropoli pagana lungo la via Ostiense; dall’altra una delle più importanti basiliche della cristianità, nata proprio attorno alla sepoltura dell’apostolo Paolo.
Va però ricordato che la necropoli all’interno del Parco Schuster non è normalmente visitabile liberamente. L’area viene infatti aperta soprattutto in occasione di aperture straordinarie, visite guidate o eventi particolari, quindi conviene controllare in anticipo eventuali aggiornamenti prima della visita.

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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