Alla ricerca di qualcosa?

In Standard

Ponte Milvio – Quartieri di Roma

Ponte Milvio – Quartieri di Roma

Col post di oggi ricomincio a raccontarvi la mia città, Roma, attraverso i suoi quartieri. In particolare, voglio portarvi a scoprire la zona di Ponte Milvio.

Ponte Milvio: la storia del quartiere

La zona si caratterizza per architetture moderne di tipo razionalista, di cui uno degli aspetti principali sono gli spazi molto ampi. Colpisce molto, pensando a com’è oggi il quartiere, pensare che fino agli inizi del ‘900 (anni 10), questa era la zona della campagna romana.
Ci troviamo fuori dalle antiche mura della città e, lungo questa ansa del Tevere vivevano pescatori e vignaioli (psi, questa era zona di vigne); il ponte da cui prende il nome il quartiere, Ponte Milvio, è del primo secolo. Perché Ponte Milvio è famoso? Per la battaglia del 312 dopo Cristo. La battaglia di Ponte Milvio fu combattuta il 28 ottobre 312 tra l’imperatore romano Costantino I, che governava le regioni occidentali dell’impero, e l’usurpatore (imperatore in Italia e Africa, ma non riconosciuto dai colleghi della tetrarchia) Massenzio. A seguito della vittoria delle sue truppe, Costantino divenne l’unico sovrano della parte occidentale dell’impero.
L’arco che tutti conoscono, all’imbocco del ponte dal lato della piazza di ponte Milvio, lo volle Papa Pio VII, ed è conosciuto come torretta Valadier (architetto che lo ha costruito). Guardando la zona con gli occhi di oggi, dobbiamo ricordarci che gran parte venne costruita durante il ventennio fascista… e che quello è stato il periodo degli sventramenti. Ci troviamo in una di quelle zone di Roma tra le meno costruite ed edificate, anche se è una zona importante di collegamento con la parte della alta borghesia. Del Debbio ha cercato di mantenere il più possibile la presenza della natura. La via Cassia e la via Flaminia sono i due assi viali principali della zona, che collegavano Roma col nord della penisola.
Non mancarono le piene del Tevere a caratterizzare la zona: nel dicembre del 1937 si allaga ponte e piazza, una delle peggiori alluvioni.

Ponte Milvio: passeggiando per il quartiere

Iniziamo da Corso Francia: costruito negli anni ’30 da Brasini, viene chiamato anche ponte Flaminio. Questo “ponte” rappresenta, insieme a Ponte Milvio, uno dei primi collegamenti tra gli impianti sportivi del foro Mussolini (oggi conosciuti come Foro Italico, dove troviamo gli impianti del CONI) e l’altro lato del Tevere.
Il ponte è in travertino e riprende quelli che sono i temi cari al razionalismo ed al regime fascista: la prima immagine che vediamo arrivando sul ponte è quella della lupa che allatta Romolo e Remo e, da notare, sono anche i lampioni che reggono le aquile.
Ci volle molto tempo per completare la costruzione del ponte, a causa della Guerra, e venne concluso solo nel 1957. I lampioni appena menzionati sono molto caratteristici del ponte, e ne viene ricordata la luce fioca. Il primo nome ipotizzato fu quello di ponte 28 ottobre, data della marcia su Roma.  Ma ovviamente, visto (anche) che i lavori finirono dopo la guerra, no prese mai questo nome! Viene proposto “ponte della libertà”, ma alla fine diventò ponte Flaminio. Perché? Semplice: qui è dove la Flaminia si immette nella parte cittadina della città. Dove oggi vediamo le lupe, doveva esserci un arco di trionfo (dovevano farlo Brasini e Coppedé). Questo ponte è la naturale evoluzione del viadotto di Pierluigi Nervi, ovvero il viadotto vero e proprio di corso Francia.


Il viadotto di Nervi serviva anche in previsione delle olimpiadi che si tennero a Roma nel 1960. La sua costruzione avvenne a tempi record perché i lavori iniziarono solo nel 1959! Poco distante dal viadotto troviamo l’odierno mercato della zona. Il mercato del quartiere ha cambiato posizione diverse volte: inizialmente stava proprio sulla piazza  borghetto di ponte Milvio, mentre oggi è in via Riano e al coperto! Ci furono diverse discussioni in merito alla costruzione odierna. Proseguendo la visita non si può saltare una parentesi relativa a Brasini, architetto caratterizzato dall’uso di quello che viene definito  un barocco esasperato. Parliamo di un architetto e urbanista italiano tra i più noti dei primi del Novecento, che usò molto le decorazioni. Villa Brasini, al 489 di via Flaminia, oggi viene chiamata anche “castellaccio” perché in qualche modo ricorda un castello! Oggi la villa, di proprietà privata, è usata anche come location per eventi.
Per concludere il discorso relativo a questa (prima) parte del quartiere, dobbiamo parlare per forza di Piazzale Ponte Milvio. Qui troviamo da una lato il ponte e, opposta al ponte stesso, la Chiesa della Grande Madre di Dio (opera dell’architetto Busiri Vici). Parliamo della chiesa principale della zona, costruita nel quinto centenario del concilio di Efeso. Salta subito all’occhio il richiamo al neoclassico.

Ponte Milvio: impianti sportivi del Foro Italico

Parliamo ora della zona dei Campi sportivi. Il progetto prevedeva la completa integrazione tra natura e impianti e l’intento era fondere sport con arte e cultura.
Inizialmente il progetto prevedeva anche la costruzione di auditorium e teatri; gli edifici “a forma di l” erano stati pensati come foresterie per gli atleti. Qui Vittorio Emanuele III costruì qui il primo poligono di tiro, poligono che purtroppo oggi non esiste più! Il progetto iniziale prevedeva anche la costruzione della scuola per istruire gli insegnanti di ginnastica: l’edificio H, che oggi ospita il CONI, era l’istituto dedicato proprio a questo. L’aspetto che notiamo subito, guardando gli esterni degli edifici, è il colore rosso: un colore rosso molto vivo, che riesce subito a colpire immediatamente anche chi passa in macchina. Gl interni sono difficilmente visitabili, se non siete degli sportivi che si devono allenare, ma sappiamo comunque che vi sono tre cose che caratterizzano questi edifici: la  scala elicoidale, l’aula magna sospesa e fatta di vetrate (innovazione di Del Debbio) e anche quella che viene definita la “piscina sospesa”. Una curiosità? Il piano di calpestio dell’aera è stato rialzato di livello, di 5 metri e mezzo rispetto a prima.

Lo stadio dei marmi

Lo stadio dei marmi, che tutti conosciamo e oggi dedicato a Pietro Mennea, è del 1928.
Vi sono 60 statue lungo tutto lo stadio, costruite da un gruppo di scultori e artigiani che propongono un progetto nel 1930. Ogni statua, a parte 4, riporta il nome della provincia che le ha finanziate e rappresenta uno sport, una disciplina o un Dio (che simboleggia comunque un qualcosa legato allo sport, come ad esempio Ercole che rappresenta la forza). Una cosa che non può che saltare all’occhio è che alcune statue sono nude, come in origine, altre hanno le nudità coperte da foglie.
Avete mai fatto caso che gli spalti dello stadio dei marmi si trovano al di sotto del piano stradale? Ecco, questo ha ovviamente uno scopo ben preciso: sfruttare la fisionomia del terreno e per preservare la vista su monte Mario e il parco.

Conclusione della visita: Stadio Olimpico e ponte della musica

Lo Stadio Olimpico lo conosciamo tutti, anche se non seguiamo il calcio: venne costruito per i mondiali del 1990 (“Italia ’90”).
Il primo stadio della zona era lo stadio dei cipressi ed era semplicemente una depressione del terreno con aggiunti gli spalti. L’area esterna allo stadio conserva 7.500 metri quadri di mosaici che, purtroppo, almeno in parte si stanno rovinando. Esattamente di fronte allo stadio, al centro dello slargo antistante, si trova l’Obelisco: cavato nel 1932 a Carrara, questo obelisco è monolite di 17.5 metri (ai quali si aggiunge anche la base). Questa era l’area del Foro Mussolini e “sotto” lo stadio, a chiudere l’asse con l’obelisco, si trova una fontana con al centro la sfera.

Chiudiamo la passeggiata col ponte della Musica. Il ponte Armando Trovajoli collega i quartieri Della Vittoria e Flaminio; sospeso tra il lungotevere Flaminio e il lungotevere Cadorna, collega l’auditorium Parco della Musica, il parco di villa Glori, il museo del MAXXI e il teatro Olimpico con il complesso sportivo del Foro Italico, l’ostello della gioventù, lo spazio verde di Monte Mario, il museo del Genio e l’auditorium della Rai.

Link utili

Per chi vuole scoprire Roma visitando luoghi più insoliti e particolari, suggerisco il libro Roma insolita e segreta.
Per scoprire la storia del Foro Italico, invece, ci sono diversi libri a disposizione. Uno è il volume Dal Foro Mussolini al Foro Italico. Un altro volume interessante è Il parco del Foro italico. La storia, lo sport, i progetti. Ediz. illustrata.
Per gli appassionati di architettura, ci sono diversi libri relativi all’architettura fascista, utili per una panoramica al riguardo.

0 Commenti

Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

Articoli correlati

Lascia un commento

consigli in viaggio travel blog

Ami viaggiare? Iscriviti alla mia newsletter per scoprire nuove mete!

* Campo obbligatorio