Tutti conosciamo le Terme di Caracalla, tutti le avremo viste almeno una volta in fotografia.Dette anche Thermae Antoninianae, dal nome completo dell’imperatore Caracalla, queste terme pubbliche dell’antica Roma rappresentano uno dei più grandiosi ed imponenti esempi di terme Imperiali.
A Roma la storia è ovunque e le Terme di Caracalla ne sono un esempio
Vennero costruite tra il 213 e il 216 D. C. sul Piccolo Aventino (circa 400mt fuori da quella che era Porta Capena). Rimasero le più grandi terme imperiali (pubbliche) edificate nel territorio dell’impero Romano fino a quando non vennero costruite le Terme di Diocleziano (306 D. C).

La struttura delle Terme di Caracalla
La pianta adottata si ispira a quella delle Terme di Traiano sull’Esquilino, che sono considerate il prototipo delle terme imperiali romane: un vasto recinto quadrangolare adibito a servizi vari racchiude un giardino e un corpo centrale contenente gli spogliatoi, le sale da bagno e le palestre. Il complesso misura 337×328 metri e arriva a 406 metri di larghezza considerando anche le esedre, e solo il corpo centrale misura 114×220 metri. Anche l’orientamento degli edifici riprende quello delle terme di Traiano: per sfruttare al meglio l’esposizione solare il calidarium era sul lato sud, illuminato da grandi finestre e sporgente dalla struttura principale come un avancorpo. Infine, lo spazio compreso tra il recinto ed il corpo centrale era occupato dalle aree verdi, che comprendevano anche uno xystus (camminamento coperto, forse da un pergolato).
Le sezioni dell’impianto
Il corpo centrale è un blocco rettangolare composto da ambienti a pianta diversa con una pianta che riprendeva quella delle altre terme imperiali, con le sale da bagno lungo l’asse centrale e le altre duplicate e disposte simmetricamente. Si accedeva attraverso quattro porte, situate sul lato nord-est: due si aprivano sui portici lungo i lati brevi della piscina (la natatio); le altre due, probabilmente gli ingressi principali, si aprivano sui grandi vestiboli che permettevano di accedere agli spogliatoi (apodyteria) situati tra i
vestiboli e la piscina. Le due palestre, simmetriche tra loro, si trovano luongo i lati corti dell’edificio. Queste erano accessibili sia dai vestiboli che dagli spogliatoi e hanno un cortile centrale originariamente chiuso su tre lati da un portico.
Dal lato opposto delle palestre rispetto ai vestiboli si trovava un gruppo di stanze riscaldate, tra cui la maggiore era quasi certamente un laconicum (sauna). Per concludere, al termine della sequenza si trovava il calidarium finestrato, a pianta circolare e molteplici vasche, coperto da una cupola sorretta da 8 poderosi pilastri. Nell’area centrale del corpo di fabbrica si trovavano anche il frigidarium, munito di vasche per l’acqua fredda e con (anche) una funzione di raccordo tra i vari settori delle terme, ed il tepidarium, ambiente più piccolo e temperato, di forma irregolare e contenente ai lati due vasche.
Informazioni utili per visitare le Terme di Caracalla
innanzi tutto ricordate che in questo periodo post-covid è obbligatorio acquistare prima il biglietto (io l’ho acquistato su Tiquets);quindi, una volta alla cassa, prima di farvi iniziare la visita vi verrà misurata la febbre con un termoscanner e dovrete mostrare il codice a barre sulla conferma di acquisto del biglietto. Il percorso di visita ha una direzione obbligata, indicata da transenne, lungo una traiettoria “circolare”: non dimenticatevi di seguire le indicazioni per i giardini, prima di arrivare all’interno dell’edificio centrale, perché poi non potrete tornare indietro!
Ancora, ricordate che la mascherina è obbligatoria per tutta la visita, anche se è all’aperto (non nego di aver visto numerose persone che la tenevano sotto il mento).
Orari:da giovedì a domenica, dalle ore 9:00 alle 19:15.
Numero di ingressi giornalieri: al momento, causa restrizioni, possono accedere poco più di 400 persone al giorno. Quindi vi suggerisco di prenotare per tempo il vostro biglietto;
Indirizzo: Viale delle Terme di Caracalla 52;
Sito web: https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=6;

