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4 luoghi da non perdere a Bucarest

4 luoghi da non perdere a Bucarest
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Bucarest è stata una piacevole sorpresa, devo ammetterlo: anche se non ha tantissimo da offrire a livello turistico (Sofia, rimanendo in tema di capitali dell’est Europa, offre di più), Bucarest mi ha mostrato una città decisamente diversa da come me l’ero immaginata e i palazzi dell’epoca comunista, che io chiamo “i casermoni”, mostrano una sorta di “inizio di gusto estetico” che non mi aspettavo e sembra vi sia stata una sorta di tentativo di renderli meno austeri. La capitale della Romania, all’inizio del Novecento, era conosciuta come “la Parigi dei Balcani” per alcuni tratti che ricordavano la capitale francese e, nonostante i profondi cambiamenti dovuti alla Seconda Guerra mondiale, il periodo comunista e la Rivoluzione del 1989, oggi la città riesce ancora a mostrare tutti questi suoi cambiamenti e passaggi per la storia con relativa semplicità.
Piața Unirii Inizio parlandovi di Piața Unirii (“piazza dell’unificazione”), che venne costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggior parte della vecchia città di Bucarest rimanendo ancora oggi una delle piazze più grandi della città. Si tratta del nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo ed è dominata dal Centro commerciale Unirea; la parte centrale è abbellita da un piccolo parco con delle fontane e numerose panchine dove è possibile sedersi e rilassarsi. Architettonicamente non mi ha colpita per nulla, se non per il parco, a disposizione di tutti, e la fontana (sempre spenta e senz’acqua), ma ha una sua storia che racconta un lasso di tempo specifico del periodo comunista.
Cattedrale patriarcale Poco lontano da Piața Unirii si trova la Cattedrale patriarcale, consacrata nel 1658 e dedicata ai Santi Costantino ed Elena. Si trova sul sito del monastero “San Costantino ed Elena”, venne fondata dal principe Constantin Serban Basarab (1654-1658) e il complesso patriarcale è composto dalla Cattedrale stessa, il Palazzo Patriarcale ed il Residenza Patriarcale. La cattedrale venne costruita secondo il modello architettonico della chiesa del monastero di Curtea de Arges e al suo interno ospita le reliquie di San Dimitrie Nuovo, il patrono di Bucarest, all’interno di un reliquiario d’argento. Molto particolare, un cartello all’ingresso indica che è aperta solo nel pomeiggio. Esiste anche un sito ufficiale del patriarcato romeno, che riporta informazioni utili più ai credenti che ai turisti (ma non si sa mai, vi lascio comunque il link).
Mercatino di natale in piazza del parlamento Già da Piața Unirii è possibile vedere in lontanaza l’enorme palazzo del parlamento, Palatul Parlamentului in romeno. Venne costruito nel 1984 dal leader del Partito comunista Nicolae Ceausescu, nel “periodo d’oro” del regime dittatoriale e ad oggi è il secondo palazzo amministrativo più grande al mondo dopo il Pentagono e il terzo più grande per volume dopo Cape Canaveral negli Stati Uniti e la Grande Piramide in Egitto. L’edificio venne progettato dall’architetto Anca Petresc ed è composto da 12 piani, tra cui 4 livelli sotterranei e un enorme bunker antiatomico, 3.100 stanze e ha dei lampadari con
Mercatino di natale in piazza del parlamento 7.000 lampadine. L’edificio è possibile visitarlo grazie a visite guidate. La piazza antistante il parlamento, su cui si affacciava Ceausescu per i suoi discorsi, durante il periodo natalizio era animata da un bel mercatino di Natale, vissuto poco dai turisti e tantissimo dai locali; peccato però che gli avvisi riguardo i giorni di mercato segnavano il 27 dicembre 2017 come data di chiusura.
Lipscani Per farsi un’idea di come potesse essere Bucharest un tempo e di come sta cambiando, va fatta una passeggiata per la zona di Lipscani, che fa parte del quartiere “centro civico”: la strada principale della zona, omonima, porta a passeggiare tra palazzotti di una volta, palazzi abbandonati e decadenti e atmosfere decisamente più moderne! Appena fuori dalla strada Lipscani mi ha colpita molto vedere palazzi “normali” accanto a grattacieli: mi ha ricordato, alla lontana, quello che è accaduto a Londra con il suo skyline ultramoderno
Hanu cu tei che fa compagnia alle case di epoca vittoriana. Il nome della zona nasce nel 1750, quando molti dei mercati che arrivavano a Bucarest arrivavano da Lipsia. Leggendo i nomi delle strade potete farvi un’idea della professione (artigianale) che vi si svolgeva: Blanari (dei pellicciai), Selari (dei sellai), Gabroveni (dei fabbricanti di coltelli), Sepcari (cappellai), Zarafi (dei cambiavalute), Postei (delle Poste).Vi suggerisco di fare una sosta a Hanu cu tei: nella zona di Lipscani, le antiche botteghe, le locande ed i caravanserragli si sono ritrasformati in piccole corti con locali e botteghe dove artisti ed artigiani.
[Alcune delle informazioni riguardo Lipscani, come i nomi delle strade, li ho trovati in un articolo de “alla scoperta della Romania“] Ho scelto di dividere l’articolo in due parti, per non farlo diventare un elenco troppo lungo o una ennesima lista delle “10 cose da fare a”: ci ritroviamo, quindi, tra qualche giorno per parlare di altre 5 cose secondo me da vedere durante un viaggio alla scoperta di Bucarest.

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