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Plovdiv walking tour

Plovdiv walking tour
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Durante il mio viaggio a Sofia, lo scorso agosto, una delle gite fuori città che volevo fare era quella a Plovdiv: una città straripante di storia di epoca romana e che, a modo suo, ha molto da raccontare. Per arrivare a Plovdiv da Sofia ci sono due alternative:
Municipio di Plovdiv 1) Il treno: dalla stazione centrale partono tutti i giorni i treni, che sono piuttosto “lenti” e ci impiegano 4 ore; alcuni giorni della settimana ci sono anche dei treni veloci, che ci impiegano solo due ore;
2) I bus: partono dalla stazione centrale dei bus, il cui edificio fa parte dello stesso in cui si trova la stazione centrale dei treni, e ci mettono due ore. La stazione è piccola, ma bene attrezzata con bar e bagni puliti (costano 50 centesimi). Come compagnia di bus io e mia madre abbiamo preso la Vitosha Bus: da Sofia a Plovdiv ha bus che partono ogni ora dalle 7:00 alle 19:00 e per il ritorno i bus partono ogni ora dalle 13:00 alle 20:00; i posti sono assegnati al momento dell’acquisto dei biglietti e noi abbiamo pagato 18 leva a/r in due (9 euro circa in totale).
Noi siamo partite col bus delle 8:00 per arrivare entro le 10:00 perché volevamo prender parte al Free Plovdiv tour che parte tutte le mattine dal municipio cittadino, per sfruttare al meglio l’unica giornata che avremmo passato in città. Un paio di informazioni utili prima di passare ai luoghi:
Ascoltando la guida -> Il tour parte da davanti al municipio, tutti i giorni, alle 11:00 ed alle 18:00;
-> La durata è di 2h e 15 circa (secondo me abbiamo camminato anche 2 ore e mezza);
-> Non dovete prenotare per poter partecipare, ma semplicemente presentarvi al municipio;
-> non c’è biglietto da pagare, ma potete fare una donazione libera alla fine del tour (e se volete potete anche non lasciare nulla);
-> Il tour è organizzato dall’associazione 365, la stessa del il Free Sofia Tour ed il tour del comunismo a Sofia;
Il giorno in cui ho fatto il tour io la guida era Dani ed iniziamo dal municipio cittadino, costruito in stile “nuovo” barocco. La storia di Plovdiv inizia all’incirca quando inizia quella di Sofia,
Miljo: personaggio cittadino 6000 anni fa all’arrivo dei Traci in quella che oggi è la Bulgaria. Lo sviluppo della città prosegue anche sotto i macedoni ed i Romani ed alla divisione dell’impero romano la città di Plovdiv si trova nella parte bizantina. Nel IX secolo arrivano la religione e l’alfabeto. Ci spostiamo di pochi passi, davanti ad un angolo di verde dove si trova uno scudo vicino al municipio: questo scudo riporta il simbolo cittadino, composto da una corona, dei leoni, 6 colline (Plovdiv sorgeva su 6 colline) ed un fiume. Ci incamminiamo quindi lungo la via principale del centro storico, totalmente pedonale, per arrivare alla statua di Milo: si tratta di personaggio cittadino del secolo scorso che diventò famoso non per essere bravo in qualcosa, per una qualche capacità innata, ma semplicemente perché era una persona gentile ed estroversa al punto tale da fermarsi a salutare e chiaccherare con tutti! Si diceva che vederlo per strada, “al suo solito posto” portasse fortuna (se volete provare, oggi si narra che toccare il ginocchio della statua porti fortuna in amore). Sembra, comunque, che una certa “dote” l’avesse, ma ovviamente oggi non è dato sapere se è solo una storia o è la verità.
Anfiteatro romano Continuiamo lungo la via pedonale, una delle più lunghe al mondo e resa tale alla scoperta dei resti di epoca romana, per arrivare ai resti dell’antico stadio romano: questo era molto grande,arrivava da un estremo all’altro della via e se ne possono vedere altri resto nel piano interrato (basement) dell’enorme negozio di H&M poco distante. Lungo i due lati corti vi erano degli acquedotti che però, purtroppo, sono andati persi nei secoli. Esattamente dietro la scalinata dello stadio si vede la moschea di Plovdiv: si tratta di una delle ultime in Europa ad essere state costruite dagli ottomani e si chiama “friday mosque“.
La zona di Capana La sosta successiva la facciamo nel quartiere di Capana, che possiamo tradurre in italiano con “trappola”: il nome venne dato alla zona nel 1680, periodo in cui era un bazar e, quindi, rappresentava una sorta di “trappola” per i viaggiatori; le case erano costruite in legno e non ci vivevano perché era una zona dedicata al commercio (e nel 1906, infatti, un incendio distrusse la zona). Con l’avvento del comunismo la zona divenne di proprietà statale; con la fine del comunismo,  il nuovo governo ebbe l’idea di ridare le case ai proprietari, ma molti purtroppo erano morti e, ad oggi, i possessori sono molto pochi (4 o 5 per tutta la zona). Nel 2012 il quartiere di Capana è diventato un distretto artistico e per invogliare le persone a venire ad abitare diedero loro affitto gratis per 1 anno.
0F2A1475 Quindi ci spostiamo in quella che è la parte antica di Plovdiv: poichè la zona è situata in collina, sotto la dominazione di traci e romani aveva scopo difensivo; le case sono state costruite, col passare dei secoli, in stile orientale fuori ed in stile “est europeo” dentro. Qui abitano persone di tantissime nazionalità, un vero e proprio melting pot di culture e lingue differenti.Il campanile della chiesa di Saint Constantine spunta bianco dalle mura che circondano la chiesa fino ad arrivare da una porta (proprio di queste mura) che risale all’epoca macedone ed è una delle meglio conservate perché venne distrutta e ricostruita svariate volte nell’arco dei secoli. Dietro il muro di fronte si trova il museo etnografico di Plovdiv, situato in quella che una volta era una casa residenziale (casa privata).
Campanile di San Costantino Siamo quasi alla fine del tour quando cominciamo a salire ancora, per arrivare alla cima della collina più alta delle 3 originarie su cui venne costruita la città antica (proprio per questo il controllo militare del territorio era concentrato su questa collina);
Panorama da una collina cittadina oggi è usata come luogo di ritrovo, per venire a giocare, rilassarsi, bere una birra. Dall’alto il panorama non è niente male ed è possibile osservare tutte le altre colline cittadine e tutto ciò che le caratterizza; da lontano si nota anche una torre con orologio, il quale è ancora funzionante, anche se male (il tipico orologio che segna l’ora giusta solo due volte al giorno, per capirci).
Anfiteatro romani Prima della sosta conclusiva del tour, ci fermiamo davanti alla statua di Sasha (Alexander in bulgaro): violinista boemo soprannominato sweetheart, studiò musica per tornare in Bulgaria a suonare; aveva un forte senso dell’umorismo e, poiché visse qui sotto il regime comunista, questo lato del suo carattere non era ben vista. Come dicevo all’inizio, Plovdiv è ricca di storia e resti romani e l’ultima tappa del tour è proprio l’antico teatro di Philippopolis: antico teatro romano costruito nel secondo secolo, ancora oggi viene utilizzato per diverse tipologie di spettacoli (come, ad esempio, per balletti e per l’opera).
In città ci sono da vedere ancora tante altre cose, come tutti i suoi piccoli musei oltre quello etnografico e, se qualcuno di voi dovesse ancora avere qualche dubbio al riguardo, ricordate che non è un caso che Plovdiv sia patrimonio unesco e capitale europea della cultura 2019!

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