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Alla scoperta di Milano

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Mezzacapa: «A Milano, quando c’è la nebbia, non si vede.»
Totò: «Perbacco… e chi la vede?»
Mezzacapa: «Cosa?»
Totò: «Questa nebbia, dico.»
Mezzacapa: «Nessuno.»
Totò: «Ma dico, se i milanesi a Milano quando c’è la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c’è la nebbia a Milano?»
Fenicotteri di Villa Invernizzi Chi ha visto Totò, Peppino e la malafemmina sicuramente si ricorderà questo scambio di battute riguardo Milano e la nebbia, come la scena dell’arrivo a Milano manco fossero in Russia…. Ma oggi vorrei lasciare da parte battute e luoghi comuni per raccontarvi, invece, cosa ho visto a Milano durante due giornate in città (una a marzo, una a giugno). Inizio con Villa Invernizzi, villa privata in stile liberty al numero 3 di via Cappuccini (metro Palestro) che ha degli ospiti particolari nel suo giardino: fenicotteri rosa! Ovviamente, essendo una villa privata, non è possibile entrare per visitarne gli interni o il giardino e per vedere i suoi ospiti molto particolari bisogna sbirciare attraverso le siepi che “ornano” le inferriate che chiudono il giardino agli estranei; nel caso voleste passare di qua per vedere questi “fenicotteri da giardino” tenete presente che dovrete cercare tra i diversi buchi della siepe perché non è facile trovare quello migliore. Non entrerò nel merito della questione “migliore ambiente di vita per questi animali” perché, ovviamente, non sono la persona più esperta del campo e potrei solo dire (con tono arrabbiato) “ma non è quello giusto!” e non sono qui per fare questo.
Visita al Castello SforzescoDopo averlo tenuto in lista per diversi anni, finalmente, stavolta sono riuscita ad andare a visitare il Castello Sforzesco, costruito nel XV secolo da Francesco Sforza sui resti di una precedente fortificazione risalente al XIV secolo. Oggi questo castello, uno dei più grandi in Europa, è uno dei principali simboli cittadini, è sede di importanti istituzioni culturali e, ovviamente, una delle mete dei turisti che arrivano in città. La fermata metro più vicina è quella di Cairoli (c’è un’uscita praticamente sulla piazza del castello) Il biglietto d’ingresso costa 5 euro (ma l’ingresso è gratuito l’ultima ora di visita ogni giorno), per visitare tutto ci vogliono almeno due ore e tutte le informazioni le trovate, ovviamente, sul sito ufficiale del Castello. Se finite la visita intorno ad ora di pranzo (o la state per cominciare) ed avete fame vi segnalo che c’è un piccolo “Bar/ristorante” dove potete fermarvi a mangiare qualcosa: non sarà il più economico della zona, probabilmente, ma per un toast o qualcosa di comunque abbastanza semplice non sarete totalmente spennati.
Accademia di Brera Sono rimasta semplicemente incantata durante la visita alla Pinacoteca di Brera, che era nella mia lista di cose da vedere a Milano già da diverso tempo. Situata nel grande palazzo di Brera, nella zona omonima di Milano, il quale ospita anche la Biblioteca Nazionale Braidense, l’osservatorio di Brera, l’Orto Botanico, l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l’Accademia di Belle Arti. Sono rimasta incantata di fronte a molte delle opere che conoscevo grazie ai libri e che vedevo per la prima volta “dal vivo”: vi consiglio vivamente di girare per le sale con molta calma, sfruttare sedie e sedute per ammirare le opere che più vi colpiscono e di assaporare ogni momento della visita. Il biglietto d’ingresso costa 10 euro e la domenica l’orto botanico è (ovviamente) chiuso. Dentro è possibile fare foto, ovviamente senza flash (purtroppo non i video, infatti per il video su YouTube ho utilizzato alcune delle foto che ho scattato durante la mia visita).
Museo del Novecento Mi ha riportata agli anni in cui studiavo storia dell’arte la visita al Museo del Novecento. Si trova accanto al Duomo, dall’altro lato rispetto alla galleria Vittorio Emanuele, e si articola tra il Palazzo dell’Arengario e l’adiacente Palazzo Reale. Vi sono esposte, in via permanente, opere d’arte del XX secolo e sono state fatte confluire qui le collezioni del Civico Museo d’Arte Contemporanea (CIMAC) che si trovava al secondo piano di Palazzo Reale e venne chiuso nel 1998. L’ultimo piano, con una splendida vetrata, offre un affaccio sulla piazza ed il duomo: la vista è spettacolare, ma ricordate che d’estate vi fa un caldo tremendo!
Il biglietto costa 10 euro, ma se andate tra le 16:45 e le 18:00 lo pagate la metà; la fermata metro più vicina ovviamente è “duomo” (linea verde). Per qualsiasi informazione, come sempre vi consiglio, potete andare sul sito ufficiale del museo
Basilica di Sant'AmbrogioUn altro posto che, da un po’, pensavo di visitare è la Basilica di Sant’Ambrogio, una delle più antiche chiese di Milano e la seconda più importante della città. Si trova in piazza Sant’Ambrogio ed è un luogo simbolo di Milano ed anche della chiesa ambrosiana. L’attuale cripta è ipogea rispetto all’altare maggiore e la basilica ospita le sepolture dei martiri Gervasio e Protasio e di Sant’Ambrogio, santo patrono di Milano. Durante la settimana è aperta dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 18:00, mentre la domenica  dalle 15:00 alle 17:00 (per ulteriori informazioni potete andare a controllare il sito ufficiale). Non dimenticate di visitare anche tutta la parte esterna che circonda il retro della basilica stessa. Accanto si trova il “tempio della vittoria”, dove sono tumulati i soldati milanesi della prima guerra mondiale: si può entrare gratuitamente, in cambio solo di una firma sul “libro degli ospiti” e all’interno, per rispetto, viene chiesto di non scattare fotografie.
Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore Un posto che ho trovato semplicemente splendido (e che non si può descrivere se non così) è la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, all’angolo tra via Luini e corso Magenta. Di origine paleocristiana e ricostruita nel Cinquecento, l’interno è decorato con un ciclo di affreschi di scuola leonardesca ed è proprio per questi affreschi che viene definita la  “Cappella Sistina” di Milano. Questa era la chiesa dell’ex Monastero Maggiore, il più vasto e antico cenobio femminile di Milano. Iniziata nel 1503 venne costruita sia per la cittadinanza che per le monache di clausura, che non potevano entrare in contatto con il pubblico: proprio da questo aspetto della clausura nasce la divisione della chiesa stessa in due parti: quella affacciata sulla strada era destinata al pubblico, mentre quello che viene chiamato “Coro delle Monache” (separato da un tramezzo dalla parte pubblica) era riservato alle sole religiose, che potevano ascoltare la Messa e si comunicavano grazie a una grata posta sul tramezzo. Oggi la chiesa è gestita dal FAI.
tramonto in darsena Se avete passato la giornata intera in giro, magari col caldo della bella stagione, vi consiglio una passeggiata (con annesso aperitivo) al tramonto tra darsena e naviglio grande. Il naviglio è zona pedonale, costeggiato da locali, negozi e ristoranti, riesce a dare un aspetto di “caos calmo” alla città (la calma grazie alla via d’acqua e il caos, ovviamente, dovuto alla folla che qui si riversa dall’ora dell’aperitivo in poi. La metro più vicina è quella di Porta Genova.

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