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Viaggio a Napoli: tra archeologia industriale e centro storico

Viaggio a Napoli: tra archeologia industriale e centro storico
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Se mi seguite sui social sapete che, ad inizio aprile, sono stata (tornata) a Napoli. Oggi, finalmente, vi racconto questo mio viaggio a Napoli: poco più di un giorno per scoprire la città dall’archeologia industriale al centro storico, passando per il suo affascinante centro storico.
Panorama sull'italsider da viale manzoni Iniziamo dai luoghi più lontani dal centro storico, in particolare da viale Manzoni e il suo affaccio su Bagnoli e l’italsider: alle pendici della collina di Posillipo, il quartiere di Bagnoli affaccia sulla baia di Napoli e l’isola di Nisida. Qui si trovano gli impianti dell’italsider, oggi abbandonati e catalogati come archeologia industriale. Famoso è il pontile di Bagnoli: lungo circa 2 chilometri, finisce in mezzo al mare ed era utilizzato per trasportare il carbon fossile necessario al funzionamento degli impianti industriali.
Panorama dal parco della rimembranza Oggi è un pontile pedonale, usato dagli abitanti della zona come luogo per fare una passeggiata o per fare jogging. Non lontanissimo troviamo il Parco della Rimembranza: anche da qui si ha una vista bellissima sulla baia di Napoli e sull’isola di Nisida! Quest’ultima è una piccola isoletta che “tanto isola non è più” perché c’è, oggi, una striscia di terra (con annessa strada) che la collega alla terra ferma; per fare i colti e conoscitori della musica italiana:
Certosa di San Martino: Cortile Bennato ne parla in una sua canzone dicendo che “Nisida è un’isola e nessuno lo sa”. Fa parte delle isole flegree, un tempo era sede dell’Accademia Aeronautica (che oggi si trova a Pozzuoli)  e purtroppo non è aperta al pubblico in quanto è divisa tra un presidio militare ed il carcere minorile. Ci avviciniamo al centro vero e proprio andando alla Certosa di San Martino, che si trova al Vomero proprio accanto a castel Sant’Elmo. In stile barocco, la certosa rappresenta uno dei più importanti complessi monumentali religiosi di Napoli.
Certosa di San Martino: cortile dei teschi In ordine temporale, questa è la seconda certosa campana (dopo quella di San Lorenzo a Padula). Dopo l’Unità d’Italia, quando rientrò tra i beni ecclesiastici soppressi,  è diventata un monumento nazionale e dal 1866  vi si trova anche il Museo nazionale di San Martino, creato per raccontare la storia artistico – culturale di Napoli (una storia estremamente affascinante, aggiungo). Vi consiglio vivamente di affacciarvi dalla terrazza (anzi, terrazze) perché la vista sulla baia di Napoli è molto bella e non dimenticate il chiostro “dei teschi”, luogo decisamente molto particolare e visitandolo capirete il perché.
Certosa di San Martino: dalla terrazzaSe avete seguito la serie tv, questa è una delle location de “i bastardi di Pizzofalcone”: qui Giorgio Pisanelli viene a confidarsi con frate Leonardo, suo amico (lui è anche il killer che Pisanelli cerca di catturare per tutta la durata della serie). Il biglietto d’ingresso costa 6 euro (3 quello ridotto) e l’ingresso è gratuito ogni prima domenica del mese.
Palazzo reale: salone interno A Piazza del Plebiscito, di fronte la Basilica di San Francesco di Paola, si trova il Palazzo Reale di Napoli. Questo palazzo fu la residenza dei viceré spagnoli per più di centocinquanta anni, dei Borboni dal 1734 al 1861 e dei Savoia dopo l’unità d’Italia. Nel 1919 venne ceduto al demanio statale ed oggi è la sede della biblioteca nazionale e polo museale (in particolare gli appartamenti reali). Gli interni sono, come ci si aspetta da un palazzo reale, un qualcosa di splendido e particolare. Il biglietto d’ingresso costa 4 euro (3 euro il ridotto), compresa l’audioguida, e la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
Galleria UmbertoPoco distante, parliamo davvero di poche decine di metri, si trova la conosciutissima Galleria Umberto I, galleria commerciale costruita a Napoli tra il 1887 e il 1890. L’ingresso principale è quello affacciato su via San Carlo, costituito da una facciata ad esedra. La famosissima volta in vetro e ferro, progettata da Paolo Boubée, è sicuramente il “simbolo” che tutti ricordiamo di questa galleria (molti la ricordano, probabilmente, perché simile alla volta della galleria vittorio emanuele di Milano) e, perché si inserisse nella struttura senza risultare una sorta di pugno nell’occhio, hanno giocato molto sul rapporto fra le strutture portanti in muratura e quelle in ferro.
Galleria UmbertoSul tamburo della cupola si può vedere la Stella di Davide: questo è dovuto al fatto che la galleria è la sede storica della massoneria napoletana, in particolare della loggia massonica Grande Oriente d’Italia. La stella di David, in questo caso, rappresenta anche il simbolo della massoneria perché è stata formata con due triangoli invertiti.
Napoli: angoli del centro storico Arrivare dalla galleria ai vicoli del centro storico di Napoli è un attimo. Perché passeggiare per i vicoli del centro storico? Innanzi tutto perché credo riescano a raccontare al meglio la storia della città e, in secondo luogo, perché dal 1995 è nella lista del beni da preservare dell’UNESCO. L’area del centro storico, il più vasto d’Europa, racconta ben 27 secoli di storia. La sua unicità? L’essere ancora integro ed il fatto che, passeggiando per le sue strette vie, si può ancora vedere il tracciato viario risalente all’epoca greca. Proprio in centro storico si trovano la Cappella San Severo, dove si trova il Cristo Velato (se non l’avete mai visto vi consiglio di recuperare) ed anche i diversi tracciati di visita di Napoli sotterranea.
Napoli: angoli del centro storico
Un salto a San Gregorio Armeno è sempre d’obbligo (anche se stavolta siamo arrivati che le botteghe stavano chiudendo) e per uscire dal centro storico vi consiglio di passare per la “stradina dei librai” e Port’alba: affaccia su Piazza Dante, così se amate lo shopping potete imboccare via Toledo per un giro tra i negozi della via.
Port'Alba
Come concludere la giornata? Se è l’ora del tramonto vi consiglio di passare per Castel dell’Ovo, il castello più antico della città: l’ingresso è sempre libero (non c’è nemmeno la biglietteria)
Tramonto a Castel dell'ovo Il castello venne costruito in epoca normanna, ma l’aspetto originario si è (purtroppo) perso nel tempo a causa di successive ricostruzioni e modifiche di successivi periodi storici. Situato praticamente all’inizio del lungomare e annesso al rione Santa Lucia, oggi è usato come location per eventi e mostre. Un tramonto visto da qui, con affaccio sulla baia, è uno dei modi migliori per concludere una giornata (prima di andare a mangiare, ovviamente!)
Tramonto a Castel dell'ovo

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